La pietra, la foglia, il cielo: “io”. 

Andrea Zanzotto

Amare la terra significa “rispettarla”. Averne cura. Capirla. Conoscerla.
Sapere cosa le occorre. Quando farla “riposare”.

La ciclicità delle coltivazioni, la “rotazione”, è sapienza antica.
Avere rispetto di tutti gli esseri viventi che la abitano è fondamentale.

Ogni campo non ha “confini”, ha solo quelli “catastali”;
ma questi non sono “riconosciuti” dalle api, dalle radici degli alberi, dal vento “seminatore”.

Mettere a dimora piante antiche che conoscono il territorio,
le sue ugge, le sue tradizioni colturali.
Sembra difficile. Non lo è.

Il contadino custode è tradizione. Innovazione “dolce”.
Rispettosa. Emozionante, come ogni epoca di raccolta.

Quanto si è seminato, anche in sentimenti, si raccoglie; ed è cibo buono.
Nutriente. Giusto. Come il pane condiviso.

In ogni prodotto c’è la “fatica”, la “sapienza”, la “preghiera”; la “speranza”,
che il cibo prodotto darà salute e benessere a chi lo mangerà.

Acquistare direttamente dai contadini custodi, significa contribuire a creare un Mondo migliore,
dove le “filiere” si accorciano, dove la “merce” ed i “soldi”

prendono la “forma” degli “occhi” di chi vende e di chi acquista.
Senza “intermediari.
Il cibo in questo modo diventa “Comunità”. Nutre. Cura. Sazia.

L’Agricoltura per noi è un “mondo” pieno di saperi e saputo fare;
un mondo di condivisioni; di racconti e di “lezioni” da tramandare alle altre generazioni.

Benedire con lo sguardo tutto il paesaggio e gli esseri viventi che lo abitano.
Ovunque.
Buon cammino, insieme.

Gli occhi e le orme del contadino, le cose più salubri per il campo. 

Columèlla

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